Anteprima Capitoli

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1 – Nino Aglieco e me

Era il 1972, non avevo ancora sedici anni. Io abitavo in via Specchi e, in uno dei garage del mio palazzo, c’era un minuscolo tabacchino davanti al quale, ogni pomeriggio, si riuniva un gruppo di ragazzi. Io, la tipica ragazzina tutta casa e scuola, chiusa e senza amici, li disprezzavo considerandoli solo degli stupidi perdigiorno. Come la volpe che non può arrivare all’uva e dice che è acerba! In realtà li guardavo con curiosità e invidiavo la loro capacità di divertirsi con niente, l’amicizia che li legava strettamente, la loro allegria e la loro libertà.
 
Siete curiosi? Leggete il primo capitolo…

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2 – Nino Aglieco e Dio

Posso raccontare del cammino di conversione di Nino solo per quello di cui sono stata testimone io e può darsi che io abbia visto solo la punta dell’iceberg. Voglio dire che la conversione e quindi il rapporto con Dio è qualcosa di talmente personale che nessun altro può conoscerne le modalità, le vie usate dal Signore, le sofferenze e i dubbi se non colui il quale è chiamato a conversione. Ho accennato al fatto che il primo contatto che Nino ebbe con Dio fu nel 1981, nel periodo di quaresima. Una sera, passeggiando per la marina, incontra un suo amico, il quale gli dice che alla Chiesa dei Miracoli c’erano due tizi che predicavano.
“E che dicono?” – “E che ne so, sembrano due scemi”.
“‘Mpari, iemu a ‘nquitalli”.

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3 – Nino Aglieco e la Capanna

La capanna è il negozio di fiori dove Nino ha trascorso otto ore al giorno, tutti i giorni, negli ultimi ventisette anni. Perché capanna? Perché i genitori di Nino, che avevano iniziato l’attività di fiorai alla villa Landolina, presero in concessione un pezzo di terreno appartenente alle catacombe di Vigna Cassia e lì vi costruirono una tettoia che usarono chiamare capanna. E questo nomignolo venne usato anche per la casetta, subito adiacente al terreno, dove si trasferirono per esercitare l’attività. Noi siamo subentrati ai miei suoceri nel 1984. Dal 1986 oltre ad essere un luogo di lavoro diventò teatro di buona parte della vita spirituale di Nino. È alla capanna che Nino affrontava i suoi momenti di crisi, di ribellione contro la storia, dove battibeccava con Dio quando non capiva il perché di certi eventi.

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4 – Nino Aglieco e la chitarra

Lo strano caso del dottor Jekyll e mr. Hyde al contrario. Un dottor Jekill crudele e tormentato che diventava uno straordinario mr. Hyde quando aveva una chitarra in mano. Mi sono sempre chiesta, negli anni in cui Nino inseguiva se stesso e le sue chimere, come facesse a sviluppare una sensibilità d’animo tale da saper evocare musica così dolce e struggente da uno strumento. Suonare col cuore senza averne uno, una follia! Quattordicenne, inizia la sua storia con la chitarra: la conosce, la suona, la ama. Ma questo non gli basta, vuole conoscere tutto di lei, scoprire tutti i suoi segreti.

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5 – Nino Aglieco e i figli

Un padre orgoglioso dei suoi figli. “I miei figli sono migliori di me” diceva sempre, guardando a loro come se lui non c’entrasse nulla. Ma se i suoi figli erano migliori di lui, chi dovevano ringraziare? È stato difficile crescerli, educarli, seguirli. Doloroso vederli allontanare, ribellare, doverli inseguire senza risultati, amarli e sentirsi giudicati da loro, subire il loro rifiuto ma alla fine Dio ha fatto nuove tutte le cose, mostrando in Nino e nei nostri figli tutta la Sua bellezza.

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6 – Il funerale

Il Signore ha riservato a Nino la più bella festa di arrivederci che si sia mai vista a Siracusa. La fede mi aiuta a saperlo felice, a credere che Dio avrà pietà di me, che anche in me porterà a compimento l’opera che ha cominciato. Spero che Dio, con misericordia, susciti nel mio cuore un amore più grande di quello che ho per Nino, lo stesso grande amore che mio marito aveva per Lui.

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Gli amici dell'Immacolata

7 – Nino Aglieco e gli amici

Una bocca amabile moltiplica gli amici, un linguaggio gentile attira i saluti. Siano in molti coloro che vivono in pace con te, ma i tuoi consiglieri uno su mille. Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele non c’è prezzo, non c’è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore. Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia, perché come uno è, così sarà il suo amico. (Sir, 6, 5-6. 14-17).

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